L’economia solidale e la sostenibilità ambientale.

Crediamo che la sostenibilità ambientale sia, nella discussione in atto sull'economia solidale, uno dei valori imprescindibili.

A Parma, come purtroppo in molte altre parti d'Italia, stiamo vivendo una forte contraddizione: territori che nel tempo hanno sviluppato una vocazione al “nutrire” e dare quindi vita, sono stati sfruttati e feriti senza che amministratori attenti fossero in grado di percepire i rischi di scelte produttive molto aggressive.

La rinuncia alla tutela del territorio ha portato a risultati evidenti. Gli scempi ambientali sono nel tempo aumentati, nonostante sia cresciuta la consapevolezza delle persone, e l'economia, benché abbia a disposizione tante nuove tecnologie rispettose dell’uomo e della natura, continua a percorrere strade molto impattanti e che compromettono il corso naturale della vita.Tutto il nostro Paese è ferito da “emergenze ambientali”. Queste situazioni sono ormai talmente frequenti da assumere cadenza e ripetitività tipiche di una assodata routine, facendo abbassare anche la nostra soglia di allarme.

Nella nostra visione del mondo giustizia sociale e sostenibilità ambientale devono essere la stessa cosa. Il rispetto per il lavoro non può prescindere mai dal rispetto per l’ambiente. Crediamo che un vero rinnovamento possa nascere solo da una riconsiderazione della scala di valore delle risorse: solidarietà sociale e lavoro per tutti valgono tanto quanto aria e acqua pulita libera per tutti. Solidarietà e sostenibilità sono angolature da cui guardare lo stesso orizzonte. Non essere umano e natura, ma essere umano = natura.

I Gas sono, sin dalla nascita, alla ricerca di un prodotto buono, generato bene, progettato bene: un prodotto buono inteso come sano, nutriente; ottenuto da un processo giusto, rispettoso, colmo di diritti; sulla base di un progetto che faccia crescere insieme i protagonisti del processo economico, che non crei né vinti né sfruttati e che escluda storture e falsità. Oggi la ricerca di prodotti buoni si scontra con un’economia attenta solo alla massimizzazione del profitto, che perde di vista l’importanza dei suddetti valori. Potremmo così rischiare di  non trovare più quei prodotti buoni che hanno fatto nascere la consapevolezza del potere del gesto dell'acquisto.

Se vogliamo attivarci in difesa e a sostegno di un’economia locale, nata necessariamente da terre, alberi e coltivazioni, dobbiamo rispettare l'ambiente. La tutela ambientale si intreccia pienamente anche con il progetto di certificazione partecipata: entrambi guardano al cuore, che è il territorio. Senza il rispetto per territorio non può esistere un prodotto né “buono” né “solidale”. Senza territorio non possiamo progettare né promuovere o sostenere nulla.

Il processo di consapevolezza da cui sono nati i Gas, venti anni fa, ha spinto alcuni cittadini consumatori a chiedersi cosa celano le etichette e se è possibile una conoscenza dei prodotti più diretta, più sincera, più vicina, che ci faccia riconoscere i volti delle persone che hanno coltivato il cibo, che hanno costruito gli oggetti che usiamo quotidianamente. Lo sforzo di certificare un prodotto, aldilà delle sigle degli enti, per creare e alimentare il patto fiduciario tra chi produce e chi consuma, non può fare a meno di scendere sotto le colture o salire sopra di esse per includere nella prospettiva anche lo stato di benessere dei suoli, delle acque, dei gas dispersi in atmosfera.

Mai dovremmo dimenticare che siamo fruitori temporanei di un bene che deve essere consegnato ai nostri figli, domani, come e meglio di quando lo abbiamo ereditato. E' una sfida impegnativa, che i Gas devono raccogliere e affrontare per giungere davvero alla creazione di distretti che includano anche la solidarietà ambientale come stato di benessere per uomini, animali ed esseri viventi.

Il “sapiente sapere”, che ha percorso tanta strada, oggi vuole proseguire il cammino, curiosando anche sotto i cavoli che tanto apprezziamo o considerando la qualità dell’aria che nutre le arance che gustiamo ogni inverno. Un sapere che è già custodito da alcuni compagni di viaggio e che deve diventare un patrimonio condiviso.

Noi vorremmo che l’incontro nazionale dell'economia solidale costituisse un “messaggio di speranza”. Ci siamo posti le domanda: come può un Des aiutare la sostenibilità di un territorio in maniera globale e armoniosa? L’incontro nazionale può riuscire a creare una “ricetta” di solidarietà e sostenibilità che porti a alla nascita di azioni concrete? Potremo andarcene dal convegno con una iniziativa che ci faccia sperimentare il “vivere bene” e che contrasti il meccanismo perverso che tanto ci preoccupa?

Vi invitiamo a condividere i vostri pensieri e i vostri sforzi.

  • Quali sono i vostri sogni per il futuro del vostro territorio? Come riuscite a immaginarlo? Con chi condividete questa visione? Avete intrapreso un cammino in quella direzione?
  • Siete rassegnati di fronte al susseguirsi di disastri ambientali? Volete condividere, se ce ne sono state, le iniziative concrete che avete preso? Pensate che potrebbero insegnare qualcosa di significativo e originale?

(GAS La spiga, Parma)